Lasciando Porto S. Stefano, dopo un'ora di navigazione si arriva all’Isola del Giglio

Isola del Giglio, con una popolazione di 1000 abitanti distribuiti su una superficie di 22 kmq, ha luoghi di rara, suggestiva e selvaggia bellezza come le spiagge dorate, le solitarie calette, i limpidi fondali e i colori della macchia mediterranea. Alcune cale e spiaggette, quali Arenella e Cannelle, possono essere raggiunte in auto; altre invece come le Caldane, possono essere raggiunte a piedi o con l'ausilio dei barcaioli, i quali potranno accompagnarvi anche in un giro intorno all'isola. La possente torre medicea , in compagnia del faraglione, vegliano sulla spiaggia del Campese, teatro di suggestivi tramonti. Questa spiaggia, che è il cuore dell'offerta turistica, è la più grande e attrezzata dell'isola. L'esposizione a ponente consente di godere il sole fino a tarda sera, quando i suoi raggi scompaiono dietro l' Isola di Montecristo. Le acque limpide e cristalline, ricche di flora e fauna marina, tali da rendere i fondali del Giglio tra i più belli del mediterraneo.Nell'avventura di una immersione si posso vedere prati di posidonie, anfratti rocciosi colorati dagli anemoni di mare, si possono incontrare branchi di saraghi, faraone, ombrine. I diving funzionano tutto l'anno, consentono di frequentare corsi di preparazione per diventare subacquei. Le vecchie usanze e le tradizioni, all' Isola del Giglio, non sono mai tramontate: si pesca pesce come una volta, si intrecciano panieri e graticci a mano (cesti), si vendemmia il famoso vino "Ansonico" e anche attraverso la cucina sana e schietta, si rende omaggio a una natura che ha lasciato il segno in ogni cosa. Per gli amanti delle passeggiate il "Giglio" offre magnifici percorsi attraverso pinete, boschi di leccio e di macchia mediterranea piena di colori e di profumi. L'isola fu abitata fin dall'Età del ferro. Successivamente fu probabilmente una base militare etrusca ed anche sotto la dominazione romana fu una base di una discreta importanza nel Mar Mediterraneo. A margine dell'abitato di Giglio Porto, leggermente al di sotto del livello del mare, si trovano i resti della villa romana dei Domizi Enobarbi: si tratta di una vasta area che comprende una vasca a mare per la pescicultura, mura perimetrali, mosaico, l'intera area è denominata "I castellari di Giglio Porto". Nelle epoche successive fu governata da varie famiglie nobili dell'Italia centrale e dal 1264 dal governo pisano, che dovette poi cederla ai Medici. Nel Medioevo passò sotto il dominio della famiglia Aldobraschi, successivamente al comune di Perugia. Entrò nelle proprietà di Pisa dal 1264 al 1406 e successivamente passò a Firenze. Nel 1544 il pirata Khyr al-Din, detto il Barbarossa, saccheggiò l'isola, uccise chiunque si opponeva e deportò, come schiavi, oltre 700 gigliesi. In seguito a questa sanguinosa incursione, la famiglia dei Medici ripopolò l'isola con gente proveniente dalle terre senesi. Gli attacchi saraceni poi continuarono fino al 1799.